La chiusura dello stabilimento Berco di Castelfranco smaschera tutta la propaganda elettorale e bellicista del ministro Urso e di Fratelli d’Italia. Gli annunci sull’intervento di Leonardo e sulla riconversione militare si rivelano per quello che erano: parole vuote, utili solo alla campagna politica, incapaci di salvare produzione, lavoro e competenze industriali.
Il caso Berco dimostra che l’economia di guerra non è una soluzione alla crisi industriale. Anche dove l’impatto occupazionale viene in parte attutito, resta un dato politico gravissimo: un governo che abbandona l’industria civile, lascia chiudere fabbriche strategiche e disperde saperi accumulati, mentre parla di riarmo e sicurezza.
Rifondazione Comunista ribadisce la propria opposizione alle politiche di riarmo e denuncia l’incapacità di una classe dirigente senza visione. Servono investimenti pubblici, pianificazione industriale e riconversioni civili utili ai territori, non propaganda bellicista e annunci senza futuro.

