Cortina d’Ampezzo: Il futuro della pista del Bob!!!

I giochi Olimpici di Cortina sono in pieno svolgimento,comprese la gare di bob e sulla futura
utilizzazione amministrativa e sportiva della nuova pista è aperta una riflessione già iniziata
prima di posare la prima pietra per il rifacimento della nuova struttura. Riflessione che aveva già
coinvolto anche molti ambienti contrari alla sua realizzazione che mischiano i valori ambientali
con le loro posizioni politiche come ormai succede da anni, tanto che l’Associazione Italia
Nostra nazionale era stata costretta a invitare gli iscritti a non confondere i partiti <Verdi> dalla
loro posizione naturalista vicina alla natura ma legata agli interessi del territorio dolomitico con
una visione verso il futuro e i giovani, futuri abitanti legati anche alle tradizioni, alla possibilità di
vivere e lavorare nel e Dolomiti nei prossimi decenni. Con questo motivo, ci siamo rivolti ai
responsabili delle associazioni che dovranno subentrare alla direzione dei Club (Cortina, Pieve
di Cadore, Scout, Fai, ecc.).
Iniziamo dalla Stampa, con Venetoglobe. “La nuova struttura è attiva ed è piaciuta molto agli
atleti italiani ed esteri. Come vede la sua gestione economico-amministrativa futura? “ Sono un
tecnico, non un amministratore pubblico. Quindi neutro. Posso però dire che è necessario il
Coinvolgimento della comunità locale non solo Cortinese, ma delle regioni che la
utilizzeranno in futuro: Alto Adige, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Veneto con tutte le sue
province particolarmente quelle montane. Inoltre sarà fondamentale il coinvogimento del
resto d’Europa”. D. Perchè? R. È fondamentale che la pista non sia vista come un progetto
calato dall’alto, ma che coinvolga attivamente i residenti e porti benefici tangibili alla comunità,
come opportunità di lavoro e promozione turistica. Ci sono poi le collaborazioni internazionali
anche per allenare le squadre che partecipano ai grandi eventi, diventando un punto di
riferimento per competizioni internazionali, come la Coppa del Mondo di bob o i Campionati
mondiali. Inoltre proporre al ministero dell’istruzione il ripristino dei Giochi della Gioventù nelle
scuole con anche le specialità del pattinaggio e degli sci, com’era negli anni fine secolo
scorso. Inoltre, come succede in altri stati, modificando i regolamenti scolastici invernali, e fare
che gli sport del ghiaccio rientrino tra quelli curricolari nelle scuole delle regioni montane. Questi
benefici si potranno ottenere grazie alla collaborazione tra tutte le regioni nelle quali gli sport del
Bob, delle Slitte e Skeleton sono praticati. Queste manifestazioni e gli allenamenti preparatori,
possono giustificare il suo mantenimento e attirare le risorse economiche e turistiche
necessarie. Infine una gestione trasparente e un monitoraggio ambientale: corretto
consentirebbe la trasparenza nel processo decisionale e l’implementazione di monitoraggi
costanti per rispettare gli standard ambientali può aiutare a evitare sprechi di risorse”. Della
stessa opinione anche Antonio Chiamulera ristoratore di Pirmasens- Rodalben: “Collegare
l’attività della pista con le istituzioni scolastiche può essere estremamente vantaggioso,
soprattutto in un’area con una storia così radicata nello sport del bob e della slitta. Dalla
Germania arrivano allora alcune ragioni e idee per implementare questo collegamento: Le
scuole potrebbero integrare programmi educativi per insegnare agli studenti la storia del bob e
della slitta nel Cadore e nelle regioni adiacenti, valorizzando le radici culturali locali. Organizzare
visite guidate alla pista e lezioni pratiche potrebbe avvicinare i giovani a queste discipline,
stimolando un interesse attivo. Infine la promozione di valori sportivi. Coinvolgere gli studenti
in attività legate al bob può promuovere valori fondamentali come il fair play, lavoro di squadra
e la perseveranza. Senza questi presupposti, il rischio di creare una struttura che venga
sottoutilizzata o abbia un forte impatto sull’ecosistema sarebbe alto. Il coinvolgimento della
comunità è cruciale per garantire che progetti come una nuova pista di bob abbiano un impatto
positivo e duraturo sul territorio”. D. Quali sarebbero i punti principali del progetto? R.
Coinvolgere la comunità nel processo decisionale e nella progettazione crea un senso di
appartenenza. Quando i residenti si sentono partprincipali del e del progetto, sono più propensi
a supportarlo e a sfruttarne al massimo i benefici. Poi benefici economici diretti: Se la pista
porta opportunità di lavoro e iniziative economiche, come turismo e attività collaterali (ristoranti,

negozi, servizi), i cittadini possono trarne vantaggio immediato, trasformandola in una risorsa
locale. Inoltre una gestione sostenibile: La collaborazione con la comunità permette di
identificare e affrontare potenziali problemi, come l’impatto ambientale o il rischio di sottoutilizzo.
Idee e suggerimenti locali possono contribuire a soluzioni innovative e sostenibili. Molto
importante la capacità di attrazione turistica, traformando i residenti, come “ambasciatori”
del progetto. Possono contribuire a promuoverlo a livello nazionale e internazionale,
incoraggiando un afflusso turistico consapevole e integrato con il territorio. Non meno
importante è la preservazione culturale e identitaria. Quindi integrare tradizioni e valori locali
nel progetto aiuta a evitare che venga percepito come un’infrastruttura “estranea”, rendendolo
invece parte della storia e dell’identità della zona. Facilitare quindi un approccio trasparente e
collaborativo, magari attraverso assemblee pubbliche, questionari o collaborazioni con enti
locali, asicurandosi che le esigenze delle comunità locali, come il Ladino, il Carnevale e le feste
natalizie siano rispettate. Con la figura ispiratrice di Eugenio Monti, si potrebbero trasmettere
lezioni su etica e spirito sportivo. Laboratori multidisciplinari: Utilizzare la pista come
laboratorio educativo per materie come fisica (studi sulla velocità, l’attrito e l’aerodinamica),
scienze ambientali (analizzando l’impatto ecologico delle strutture sportive) e geografia
(esplorando il territorio e il clima alpino). Inclusione di discipline para-sportive promuovendo
attività inclusive che coinvolgano anche gli sport paralimpici, in modo da sensibilizzare i giovani
sull’importanza dell’inclusività nello sport”. Infine collaborazioni interregionali: Vista la
posizione della pista tra Trentino Alto Adige e provincia di Belluno, si potrebbero creare progetti
condivisi tra scuole delle due regioni, rafforzando legami culturali e sportivi organizzando eventi
e competizioni scolastiche, come organizzare gare o eventi scolastici, con il supporto di
allenatori e atleti locali, per far conoscere meglio queste discipline e magari scoprire nuovi
talenti. L’obiettivo sarebbe creare un ponte tra passato e futuro, rendendo la pista non solo un
luogo per competizioni, ma anche un simbolo educativo e di identità territoriale”.

VITTORE DORO