Pieve di Cadore: Il nuovo ruolo della Magnifica nello sviluppo economia cadorina!!!

L’inaugurazione delle gallerie di Montezucco a Tai e quella di Valle di Cadore che
sono transitabili dal 25 gennaio 1926, rappresenta un cambiamento significativo
per il territorio: se da un lato migliorerà la viabilità e ridurrà il traffico nel centro
abitato, dall’altro potrebbe penalizzare le attività locali che si basano sul passaggio
automobilistico. In questo turbinio di problematiche che nascono con la nuova
strada di Alemagna, anche la Magnifica Comunità di Cadore potrebbe avere un
ruolo fondamentale nella valorizzazione del territorio, soprattutto in un momento di
trasformazione come quello legato all’apertura delle due gallerie. Il suo peso non è
solo simbolico o storico, ma anche strategico, culturale e identitario. Per evitare di
perdere questa preziosa fonte di vitalità economica e culturale, i cittadini, le
associazioni, gli enti commerciali, le imprese produttrici del paese le Unioni
montane già in fase di ristrutturazione, il numero dei comuni che saranno ridotti e
lo stesso ente Comunitario che con la legge regionale sull’autonomia sarà
dichiarata <area vasta> dovrebbero adottare alcune strategie intelligenti e
collaborative: unificare la vallata in un unica entità spostando l’interesse
economico e culturale di base da Piazza Tiziano alla vallata Montezucco – Chiusa
di Venas .Tai, nel Comune di Pieve di Cadore e Valle in apparenza sono due

realtà economiche e turistiche nettamente differenti anche nella offerta storica-
culturale, ambientale e archeologica tanto che fino al 1806 costituivano il

Centenaro di Valle San Martin. Nel caso della frazione di Tai va considerato anche
il peso paesaggistico ed economico della frazione di Nebbiù che dovrà essere
considerata un tutt’uno sia per quanto riguarda l’economia, il traffico turistico,
quello ambientale e la sua importanza valorizzando il Parco archeologico, i monti
San Dionisio e l’Antelao, la cascata del Pissandro e il Complesso Monumentale
della Chiesa Vecchia. Quest’ultimo argomento sotto l’aspetto delle possibili e
auspicate proposte accumunano le due comunità formando un insieme con il
paese di Valle di Cadore. Passando dalla enunciazione delle idee ai fatti concreti,
quali dovrebbero essere le strategie più efficaci per ottenere dei risultati mantendo
vivo il traffico di passaggio? Innanzitutto realizzare una segnaletica turistica e
commerciale efficace installando cartelli visibili lungo la nuova arteria che invitino i
viaggiatori a uscire dalla galleria per visitare gli altri paesi evidenziando
manifestazioni tradizionali, curiosità, attrazioni, ristoranti, negozi e servizi. Tra
queste gli eventi e mercatini locali: organizzare fiere, sagre e mercatini stagionali
che attirino visitatori, magari in collaborazione con comuni limitrofi, creando un
circuito di interesse che interessi Parcheggi comodi e gratuiti per rendere il
centro e le sue adiacenze facilmente accessibili con parcheggi ben segnalati e
gratuiti per incentivare le soste, comprese le soste attrezzate dei Camper . Curare
l’accoglienza e storytelling in modo da rendere il paese accogliente e raccontare la
sua storia, le tradizioni e i prodotti tipici attraverso pannelli informativi, guide locali
o audiotour anche a noleggio. Ideare offerte e convenzioni. A questo scopo
proporre sconti o promozioni per chi si ferma in paese, magari legati a un’app
locale o a un pass turistico. Costituire nella zona un centro di promozione digitale

che rafforzi la presenza online del paese con siti web, social media e campagne
pubblicitarie mirate che raccontino attraverso pod Cast con voci giovanili e
possibilmente femminili la bellezza del territorio e le sue offerte. Infine prendere
accordi con tour operator e cicloturismo. Collaborare con agenzie turistiche per
inserire Tai, Nebbiù e Valle di Cadore nei percorsi di viaggio, valorizzando anche
le piste ciclabili e i sentieri escursionistici di bassa e media montagna. In questo
turbinio di problematiche che nascono con la nuova strada di Alemagna, anche la
Magnifica Comunità di Cadore può avere un ruolo fondamentale nella
valorizzazione del territorio, soprattutto in un momento di trasformazione come
quello legato all’apertura delle gallerie di Monte Zucco e di Valle. Il suo peso non è
solo simbolico o storico, ma anche strategico, culturale e identitario. Il motivo è di
facile intuizione: l’ente è un’ autorità storica e culturale perché è un’istituzione
millenaria che incarna l’identità cadorina, e può legittimare e promuovere iniziative
legate alla tradizione, alla storia e alla tutela del paesaggio. Può fungere da ponte
tra passato e futuro, rendendo le radici locali un punto di forza per lo sviluppo,
favorendo il dialogo tra comuni, associazioni e cittadini, creando sinergie per
eventi, progetti e promozione turistica. Essendo sovracomunale ha la capacità di
aggregare risorse e competenze, diventando un catalizzatore per iniziative
condivise. il suo nome, infatti, ha prestigio e riconoscibilità, utile per dare visibilità
a campagne di marketing territoriale, eventi culturali e percorsi turistici e può può
essere ambasciatrice del Cadore in contesti regionali, nazionali ed europei. Inoltre
può avere accesso a fondi e progetti, bandi pubblici, progetti europei e
collaborazioni con enti culturali e universitari. Può sostenere economicamente o
logisticamente iniziative locali, fungendo da ente patrocinante o co-organizzatore.
In sintesi, la Magnifica Comunità può essere il cuore pulsante di una rinascita
territoriale, se coinvolta attivamente e in modo lungimirante. Questa è
un’occasione per reinventarsi e tornare al passato trasformando un potenziale
svantaggio in un’opportunità di rilancio. Questa visione non solo valorizza il
passato, ma costruisce ponti per il futuro. Se la comunità agisce in modo coeso,

Tai, Nebbiù e Valle di Cadore possono diventare una meta economico – turistico-
archeoligico- e non solo un punto di passaggio.

ALTRE INIZIATIVE possibili e URGENTI

5. Custode del patrimonio
• Può promuovere la valorizzazione dell’archeologia, dell’arte e dell’architettura
del Cadore, anche con musei, archivi e percorsi didattici.
• Può contribuire alla tutela ambientale e paesaggistica, integrando sviluppo e
sostenibilità.
In sintesi, la Magnifica Comunità di Cadore può essere il cuore pulsante di una
rinascita territoriale, se coinvolta attivamente e in modo lungimirante. Vuoi che ti
aiuti a scrivere una proposta di collaborazione o un progetto da presentare
all’ente?La Magnifica Comunità di Cadore può avere un ruolo fondamentale nella
valorizzazione del territorio, soprattutto in un momento di trasformazione come
quello legato all’apertura della galleria di Montezucco. Il suo peso non è solo
simbolico o storico, ma anche strategico, culturale e identitario. Ecco in che modo:
?
ᄌマ 1. Autorità storica e culturale
• È un’istituzione millenaria che incarna l’identità cadorina, e può legittimare e
promuovere iniziative legate alla tradizione, alla storia e alla tutela del
paesaggio.
• Può fungere da ponte tra passato e futuro, rendendo le radici locali un punto
di forza per lo sviluppo.
Coordinamento territoriale
• Può favorire il dialogo tra comuni, associazioni e cittadini, creando sinergie
per eventi, progetti e promozione turistica.
• Ha la capacità di aggregare risorse e competenze, diventando un
catalizzatore per iniziative condivise.
? 3. Promozione e comunicazione
• Il suo nome ha prestigio e riconoscibilità, utile per dare visibilità a campagne
di marketing territoriale, eventi culturali e percorsi turistici.
• Può essere ambasciatrice del Cadore in contesti regionali, nazionali ed
europei.
? 4. Accesso a fondi e progetti
• Può partecipare a bandi pubblici, progetti europei e collaborazioni con enti
culturali e universitari.
• Può sostenere economicamente o logisticamente iniziative locali, fungendo
da ente patrocinante o co-organizzatore.
? 5. Custode del patrimonio
• Può promuovere la valorizzazione dell’archeologia, dell’arte e dell’architettura
del Cadore, anche con musei, archivi e percorsi didattici.

• Può contribuire alla tutela ambientale e paesaggistica, integrando sviluppo e
sostenibilità.
In sintesi, la Magnifica Comunità di Cadore può essere il cuore pulsante di una
rinascita territoriale, se coinvolta attivamente e in modo lungimirante. Vuoi che ti
aiuti a scrivere una proposta di collaborazione o un progetto da presentare
all’ente?
L’archeologia sotto l’aspetto delle possibili e auspicate proposte accumunano le
due comunità formando un insieme con il paese di Valle di Cadore.
Hai espresso un concetto molto importante: l’archeologia può diventare un
elemento unificante tra Tai e Valle di Cadore, generando un’identità condivisa e un
progetto culturale comune. Ecco come si potrebbe articolare questa visione:
? Archeologia come collante territoriale
L’archeologia, intesa non solo come studio del passato ma come risorsa viva, può
favorire la nascita di un sistema culturale integrato tra le due comunità. Le
testimonianze storiche presenti in entrambe — dai reperti romani alle tracce
medievali — costituiscono un patrimonio che, se valorizzato in modo coordinato,
può:
• Rafforzare il senso di appartenenza tra i cittadini, creando una narrazione
comune.
• Stimolare il turismo culturale, offrendo un percorso archeologico che tocchi
entrambi i paesi.
• Favorire progetti scolastici e didattici condivisi, coinvolgendo le nuove
generazioni.
• Attivare collaborazioni scientifiche con università e istituti di ricerca.
• Attrarre finanziamenti europei per la valorizzazione del patrimonio diffuso.
✨ Proposte auspicate per un progetto comune
• Creazione di un “Parco Archeologico del Cadore”: un itinerario che colleghi i
siti di Tai e Valle, con segnaletica, audioguide e visite guidate.
• Festival dell’Archeologia Cadorina: evento annuale con conferenze,
laboratori, rievocazioni storiche e attività per famiglie.
• Museo diffuso: esposizioni permanenti e temporanee distribuite tra i due
paesi, con una narrazione coordinata.
• Digitalizzazione dei reperti e delle mappe: per rendere accessibile il
patrimonio anche online.
• Collaborazione con la Magnifica Comunità di Cadore: come ente promotore e
garante della qualità scientifica e culturale.
Questa visione non solo valorizza il passato, ma costruisce ponti per il futuro.

VITTORE DORO