Inaugurazione restauro statua

La statua di Tiziano per il Cadore. La statua di Tiziano torna a splendere: a Pieve di Cadore. In una sala Cos-Mo affollata da autorità, artisti e cittadini di tutta Europa, la Sindaca di Pieve Sindi Manushi e il Presidente della Magnifica Comunità di Cadore hanno presentato il restauro del monumento dedicato al Maestro del Rinascimento.
A Pieve di Cadore, nel cuore delle Dolomiti, la statua di Tiziano Vecellio è tornata a mostrarsi al pubblico con una nuova luminosità.
Il restauro, atteso da anni e salutato come un gesto di cura verso l’identità culturale del territorio, è stato presentato in una cerimonia partecipata che ha trasformato la piazza in un luogo di memoria, orgoglio e rinascita.
Un intervento complesso e costoso, reso possibile solo grazie all’intervento di Cortina Banca, l’Istituto che ha riconosciuto subito il valore comprensionale della sua compartecipazione, Un valore anche simbolico, oltre che economico, e che è stato condiviso con il territorio e preso in carico dal Comune di Pieve che ha incaricato il suo vicesindaco Domenico Chiesa di seguire l’operazione sin dal primo giorno affidandolo a mani esperte. Il progetto, infatti, è stato affidato a un’équipe di restauratori specializzati, coordinati dalla Soprintendenza e affiancati da storici dell’arte, diagnostici e tecnici della conservazione. Un lavoro corale che ha unito competenze scientifiche e sensibilità artistica, nel rispetto dei principi della conservazione e del minimo intervento.
La statua, esposta da decenni alle intemperie, mostrava segni evidenti di degrado: depositi superficiali, scolorimenti, microfratture e colonizzazioni biologiche.
Prima di intervenire, il team ha condotto un’approfondita fase di analisi preliminare, indispensabile per comprendere la natura dei materiali e le cause del deterioramento.
Da questa considerazione è l’intervento è stato preceduto da una accurata diagnostica e da uno studio storico: capire per preservare. Il restauro è iniziato con rilievi fotografici ad alta definizione e una scansione laser 3D che ha permesso di mappare la superficie con precisione millimetrica.
Sono stati eseguiti saggi stratigrafici, analisi chimiche e test di solubilità per individuare i metodi di pulitura più idonei. Le indagini hanno evidenziato un degrado dovuto a inquinamento, umidità e sbalzi termici, tipici dell’ambiente montano.
La diagnostica ha guidato ogni scelta operativa, nel rispetto della reversibilità e della compatibilità dei materiali. La pulitura è stata la prima fase con lo scopo di restituire leggibilità senza alterare l’opera: la fase la fase più delicata è stata la pulitura.
Sono stati utilizzati metodi diversi secondo le aree. Quindi microspazzole e bisturi per le incrostazioni più resistenti, impacchi chimici controllati per le superfici sensibili, utilizzando laser a bassa potenza per le parti scolpite con maggiori dettagli.
Ogni intervento è stato preceduto da test su piccole porzioni, per garantire sicurezza e rispetto della materia originale. Infine consolidamento e integrazione delle parti mancanti, recuperando stabilità e armonia. Una volta completata la pulitura, il team ha consolidato le parti fragili con iniezioni di consolidanti e stuccature compatibili.
Le lacune più evidenti sono state integrate con materiali riconoscibili ma armonici, seguendo il principio della non mimeticità: distinguibili da vicino, invisibili da lontano. Per questo il colore dei materiali sembra nuovo, sollevando dei dubbi sul colore dagli osservatori più attenti. Il risultato è una statua più stabile, leggibile e rispettosa della sua storia.
La protezione finale dell’opera e la manutenzione programmata ha visto ha previsto l’applicazione di protettivi idrorepellenti e traspiranti, studiati per difendere la statua da pioggia, gelo e inquinamento.
È stato inoltre predisposto un piano di manutenzione programmata, con controlli periodici e puliture leggere ogni 2–3 anni. Una cerimonia che è stata diventata un rito civile.
Al termine la presentazione del restauro ha trasformato la piazza di Pieve di Cadore in un luogo di festa. Autorità, cittadini, studiosi e turisti hanno partecipato con entusiasmo.
Il sindaco ha sottolineato come il progetto rappresenti “un gesto di cura verso la nostra storia”, mentre gli esperti hanno ricordato il legame profondo tra Tiziano e la sua terra natale.
L’opera restaurata non è solo un monumento: è un simbolo identitario, un ponte tra passato e presente, un invito a riscoprire il patrimonio culturale del Cadore.
Un ritorno alla luce. La statua oggi appare più nitida, più leggibile, più vicina allo sguardo dei visitatori. I dettagli del volto, le pieghe del mantello, la postura fiera del Maestro del Rinascimento sono tornati a raccontare la grandezza di Tiziano e l’orgoglio della sua comunità.
Un restauro che non ha “rifatto nuova” la statua, ma ne ha restituito la dignità, la storia e la voce. VITTORE DORO