L’appuntamento è fissato per venerdì 16 ottobre, alle ore 20.45, nell’auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo: viene presentato il nuovo volume “Tributo a Francesco Fabbri” (La Piave Editore, 2026), a cura di Marco Zabotti, nel corso di un evento pubblico, moderato da Tiziano Graziottin, direttore della Scuola di giornalismo “Dino Buzzati”, che insieme al curatore del libro vedrà partecipi il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, il sindaco di Valdobbiadene e componente del direttivo Consorzio BIM Piave Treviso, Luciano Fregonese, e il presidente della Cantina Colli del Soligo, Gianpietro Tittonel.
La serata, promossa da Città di Pieve di Soligo, IPA Terre Alte, Consorzio BIM Piave Treviso, Fondazione Francesco Fabbri e rete culturale Vite Illustri Pieve di Soligo – VIP, con il sostegno di Banca Prealpi SanBiagio, Cantina Colli del Soligo, Banca della Marca e Latteria Soligo – rappresenta di fatto il primo momento ufficiale di illustrazione alla cittadinanza dei contenuti di “Tributo a Francesco Fabbri”, dopo che a fine luglio scorso la pubblicazione era stata inserita nel programma del convegno svoltosi a Villa Brandolini a Solighetto proprio nel giorno del cinquantesimo anniversario della nomina di Fabbri a Ministro della Marina Mercantile nel terzo governo presieduto da Giulio Andreotti. Purtroppo, il suo incarico governativo durò pochi mesi: il 20 gennaio 1977, a soli 55 anni di età, il ministro Fabbri si spegneva dopo breve malattia. Parliamo di una perdita immensa, che vide un popolo affranto, stordito e sgomento esprimere ai funerali nell’allora chiesa arcipretale della città del Quartier del Piave, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, i sentimenti stima, di affetto e di eterna gratitudine per la vita buona, esemplare e in pienezza di un autentico servitore della Repubblica.
A cinquant’anni esatti da quella nomina a ministro che suscitò l’entusiasmo della gente trevigiana, e a quasi mezzo secolo anni dal suo prematuro congedo terreno, Francesco Fabbri non è mai stato dimenticato e continua ad essere compianto ma, soprattutto, rimpianto. Ancor oggi, quando si pronuncia il suo nome, si fermano dibattiti, confronti e contrasti di politica “politicante”, e ci si unisce in una sorta di riverente omaggio alla storia feconda di un cattolico coerente che ha donato la sua esistenza interamente al bene comune, interpretando al meglio i valori più alti e le istanze più vere degli uomini e delle donne della sua amata terra trevigiana. Un “leader” che fu sindaco della sua Città, vice presidente della provincia di Treviso, deputato, senatore, sottosegretario e ministro, che seppe guardare all’oggi e al domani con sguardo lungimirante rappresentando la libertà e la solidarietà, insieme, nella vita quotidiana delle istituzioni e in tante realtà della vita sociale. Una memoria integra, alla quale concorrono fondazioni, associazioni, circoli, centri culturali, pubblicazioni, ma anche scuole, strade, piazze a lui intitolate, un po’ dovunque.
Il significato del volume curato da Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto Beato Toniolo, si inserisce qui: il valore e l’attualità della figura e dell’opera di Francesco Fabbri oggi non possono rimanere nascosti, soprattutto alle generazioni che non hanno avuto la possibilità di conoscerlo direttamente, a tanti anni ormai dalla sua “vita illustre” e dalla sua morte. Pertanto, nelle 143 pagine fresche di stampa, corredate da un ricco apparato iconografico, storico e più recente, messo a disposizione dalla Fondazione Francesco Fabbri e dal compianto alpino pievigino Flavio Gregori – si coglie proprio la volontà di far parlare coloro che hanno visto e conosciuto Fabbri in prima persona, e coloro che oggi sono rappresentativi di realtà, associazioni e istituzioni a lui particolarmente legate nel corso della sua esistenza. Infatti, il libro si può dire ripartito in tre sezioni principali: nella prima si sviluppano la biografia e una serie di ricordi di amici di partito (Marino Corder, Pietro Furlan, Antonio Mazzarolli, Piero Pignata) e di personalità del tempo di Fabbri, tra i quali l’allora Patriarca di Venezia, Albino Luciani, del quale viene trascritta l’omelia pronunciata nella Chiesa di Solighetto in occasione della messa per il primo anniversario della morte del ministro, il 21 gennaio 1978; nella seconda viene riprodotto il quadro completo delle testimonianze al centro del convegno organizzato il 29 luglio 2021 in Corte Morona a Pieve di Soligo per il centenario della nascita di Fabbri e per i quarantacinque anni della sua nomina a ministro, attraverso i contributi di Marco Zabotti, Stefano Soldan, Enrico Ioppo, Stefano Zanin, Pierina Gerlin, Arnaldo Brunetto, Ivano Sartor, Giustino Moro, Enrico Dall’Anese, Gianpietro Tittonel, Giancarlo Nadai e la lettura di uno scritto del 2002 di Andrea Zanzotto dedicato “all’amico e coetaneo” Fabbri; nella terza si raccontano gli interventi alla cerimonia di intitolazione a Francesco Fabbri del nuovo palasport pievigino il 27 maggio 2023 – tra questi anche il cardinale Beniamino Stella e la presidente del Consorzio Bim Piave Treviso, Cristina Da Soller – in una struttura ora denominata PalaFabbri proprio perché questo esempio di buona politica potesse essere declinato a tutti nella quotidianità del nostro tempo, in uno spazio pubblico qualificato per la pratica sportiva, la cultura, la socialità e il tempo libero.
“Francesco Fabbri fu un convinto allievo, sostenitore e promotore sul campo delle visioni e delle azioni di un grande maestro della cooperazione, il sociologo ed economista cattolico Giuseppe Toniolo – scrive il curatore – e va ricordato per la saldezza dei suoi valori e per la rettitudine dimostrate in tutto il suo percorso perché, animato da profonda fede cristiana, si dedicò senza riserve alla politica intesa quale “forma esigente di carità” verso il prossimo dopo aver patito le privazioni e le sofferenze della prigionia nei lager tedeschi durante la seconda guerra mondiale”.
“Nell’anno che segna l’ottantesimo della nascita della Repubblica Italiana – osserva ancora Zabotti nel suo libro – serve riscoprire, riconoscere e approfondire il messaggio di un uomo e di uno statista che appartiene alla storia più alta del nostro Paese e che ha mirabilmente declinato l’ispirazione cristiana in politica, esempio e riferimento capace di illuminare e di incoraggiare l’opera quotidiana di coloro che sono impegnati a far crescere insieme l’idea di un nuovo umanesimo e dell’autentico bene comune”.
Nel fine settimana di metà ottobre dedicato a Pieve di Soligo alla memoria del cinquantesimo di Francesco Fabbri, alla serata del 16 ottobre farà seguito l’evento di domenica 18 ottobre alle ore 16 nel Duomo pievigino, dove si terrà il concerto conclusivo del Festival 2026 “La Musica nel Sacro” – protagonista la Piccola Orchestra Veneta, introdotta dalle esecuzioni della Corale Barbisano – che sarà dedicato al ricordo del ministro scomparso. Grazie alle iniziative messe in campo dal comitato Fabbri 50, altre iniziative seguiranno a gennaio 2027, a mezzo secolo della morte prematura dello statista pievigino.

