14 SETTEMBRE SANI FOLK – PIEVE DI CADORE
Si è conclusa domenica sera con una serata emozionante del complesso dell’Italia Centrale “Vulim” la rassegna tradizionale dei canti di montagna del 2026 conosciuta ormai in tutta Europa come il Sani Folk festival.
L’ultima serata è stata travolgente e si è conclusa con ben un’ora oltre il previsto grazie all’entusiasmo che il Complesso Vulim ha saputo suscitare con gli oltre 250 spettatori in piedi ad applaudire. Ancora una volta Da Cortà ha dimostrato di avere la forza di trascinare il pubblico di tutte le età in una manifestazione coinvolgente e che sarà ricordata negli anni. Lo ha riconosciuto anche la Sindaca di Pieve Sindi Manushi, che ha espresso pubblicamente apprezzamento per l’impegno di Andrea Da Cortà e per il contributo che il festival porta all’intero territorio. La sindaca ha sottolineato come il Sani Folk Festival sia diventato un punto di riferimento culturale, capace di attrarre visitatori, promuovere la tradizione ladina e rafforzare il senso di comunità.Il ringraziamento” ha concluso dell’amministrazione non è solo formale: rappresenta la consapevolezza che eventi come questo sono fondamentali per mantenere vivo il patrimonio immateriale del Cadore e per offrire occasioni di incontro tra generazioni diverse. Andrea Da Cortà e il Sani Folk: la forza di un festival che fa crescere il Cadore Il Sani Folk Festival si è affermato negli ultimi anni come una delle manifestazioni più vive e identitarie del Cadore. Al centro di questo percorso di crescita c’è Andrea Da Cortà, figura riconosciuta per la sua capacità organizzativa, la visione culturale e il legame profondo con le tradizioni popolari del territorio. La sua guida ha trasformato il festival in un appuntamento atteso, capace di richiamare pubblico, artisti e associazioni da tutta l’area dolomitica. Fin
dalle prime edizioni, Da Cortà ha impostato il festival come un luogo di incontro tra generazioni: gli anziani, custodi della memoria; i giovani, protagonisti di un rinnovamento che non tradisce le radici; le famiglie, che trovano nel Sani Folk un’occasione di comunità. La sua attenzione alla qualità artistica, alla cura dei dettagli e alla collaborazione con realtà locali ha permesso di costruire un evento solido, riconoscibile e sempre più partecipato.
La nuova edizione ha confermato questo trend: piazze piene, gruppi folk di alto livello, laboratori musicali, momenti dedicati alla cultura ladina e alla storia del Cadore. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, premiando un modello organizzativo che unisce professionalità e spirito comunitario. Gli artisti hanno sottolineato la capacità di Da Cortà di creare un clima accogliente, ben strutturato enrispettoso delle tradizioni.
Un riconoscimento importante è arrivato anche dal sindaco di Pieve di Cadore, che ha espresso pubblicamente l’apprezzamento per il lavoro svolto e per il successo raggiunto . L’amministratrice ha sottolineato come il Sani Folk Festival rappresenti un valore aggiunto per il territorio: un evento che promuove la cultura locale, rafforza il senso di appartenenza e contribuisce alla vitalità sociale del Cadore.
Il ringraziamento del sindaco non è solo formale, ma testimonia la consapevolezza che manifestazioni come questa sono fondamentali per mantenere vivo il patrimonio immateriale della comunità. Andrea Da Cortà, con la sua famiglia e con la rete di volontari che lo affianca, ha saputo trasformare il Sani Folk in un simbolo: un festival che non si limita a celebrare la tradizione, ma la rinnova, la rende accessibile, la porta nel presente. Il suo lavoro è oggi riconosciuto come uno dei motori culturali del Cadore, capace di dare continuità a una storia che merita di essere raccontata e condivisa.
Il futuro del Sani Folk sembra promettente: nuove collaborazioni, una crescente attenzione da parte delle istituzioni e un pubblico sempre più partecipe. Al centro di tutto, la visione di Andrea Da Cortà, che continua a credere che la cultura popolare sia un bene comune, da custodire e da far vivere.
VITTORE DORO

