Attacco alla natura – Pieve di Cadore

20 SETTEMBRE Attacco alla natura: 

PIEVE DI CADORE

La comunità del Centro Cadore si è ritrovata a Tai per ascoltare il territorio

Il 18 settembre, nella sala di Tai di Cadore, l’aria e le discussioni avevano un tono diverso: non era solo l’arrivo dell’autunno a portare quella sensazione di urgenza: era la consapevolezza che il territorio stava chiedendo attenzione. L’incontro promosso da LIPU e Comune di Pieve di Cadore nasceva proprio da qui, dal bisogno di fermarsi un momento e guardare ciò che sta accadendo attorno a noi. La sala si è riempita presto. Volti giovani, anziani, famiglie, appassionati di montagna, cittadini che vivono ogni giorno il Cadore e ne percepiscono i cambiamenti. Non era un convegno tecnico, ma un appuntamento di comunità, un luogo dove la natura diventava protagonista e testimone. LIPU ha aperto l’incontro con un quadro chiaro: l’attacco alla natura non è un concetto astratto, ma una serie di segnali concreti che si manifestano nei boschi, nei torrenti, nei prati, nelle zone di nidificazione. Specie animali  che arretrano, habitat che si restringono, acque che perdono qualità, disturbi continui che spezzano gli equilibri. Il Cadore, con la sua ricchezza di ambienti e la sua storia fatta di fontane, sorgenti, boschi e pascoli, è un territorio che ha sempre vissuto in simbiosi con la natura. Ma oggi questa relazione è più fragile. Le testimonianze portate dai volontari parlano di nidi abbandonati, di sentieri troppo frequentati, di aree umide che si stanno riducendo. Non grandi catastrofi, ma una somma di piccoli colpi che, insieme, diventano un vero attacco. Il Comune di Pieve di Cadore ha illustrato le iniziative già avviate: monitoraggi, collaborazioni con associazioni, progetti educativi nelle scuole, interventi di recupero ambientale. Ma il messaggio è stato chiaro: le istituzioni da sole non bastano. Serve una comunità consapevole, capace di riconoscere i segnali e di reagire. Serve costruire consapevolezza, giorno dopo giorno. La parte più intensa dell’incontro è stata quella dedicata alle proposte. Si è parlato di tutela delle aree sensibili, di valorizzazione delle sorgenti e delle fontane storiche – luoghi che raccontano la memoria del Cadore – di percorsi formativi per i giovani, di coinvolgimento delle frazioni come Tai, Nebbiù, Sottocastello. Ogni intervento portava un pezzo di futuro possibile. Ciò per il passato: per oltre 40 anni questo ruolo è stato portato avanti  dalla Sezione Cadorina di Italia Nostra, dal Mondo Ladino  e dalla LIPU, in questi anni non c’è più nulla e anche la Lega Ambiente non riesce a contrastate i danni portati alla Natura con la N maiuscola. Quando l’incontro si è chiuso, non c’era la sensazione di aver risolto un problema, ma quella di aver ripreso  un cammino da tempo abbandonato. La natura non chiede grandi gesti eroici: chiede attenzione, cura, rispetto.
VITTORE DORO