Casa di Comunità – Pieve di Cadore

19 settembre CASA COMUNITA’

PIEVE DI CADORE Aperta dal 29 marzo la Casa di Comunità di Tai di Cadore e’ un nuovo presidio sanitario per il territorio. Pur senza promozione, si  sono accorti della sua esistenza anche i turisti. E’ a delle novità più significative per i servizi sanitari del Centro Cadore. L’apertura della struttura segna un passo concreto verso un modello di assistenza più vicino ai cittadini, più accessibile e più integrato con le esigenze delle comunità montane. La Casa di Comunità nasce con un obiettivo chiaro: offrire un punto di riferimento stabile per la salute dei residenti, riducendo le distanze e facilitando l’accesso ai servizi. Al suo interno trovano spazio ambulatori medici, servizi infermieristici, attività di prevenzione, presa in carico dei pazienti cronici e sportelli dedicati all’assistenza socio-sanitaria. Il modello è quello della sanità di prossimità, pensato per territori come il Cadore, dove la dispersione geografica e le difficoltà di spostamento rendono essenziale una presenza capillare.  Ha la sede  nell’edificio  ricendo le distanze e facilitando l’accesso ai servizi. Al suo interno trovano spazio ambulatori medici, servizi infermieristici, attività di prevenzione, presa in carico dei pazienti cronici e sportelli dedicati all’assistenza socio-sanitaria. Il modello è quello della sanità di prossimità, pensato per territori come il Cadore, dove la dispersione geografica e le difficoltà di spostamento rendono essenziale una presenza capillare.  Ha la sede  nell’edificio  ristrutturato dell’ex Policonsultorio di Tai di Cadore, in via degli Alpini, appena prima della Caserma dei Vigili del Fuoco.  Tra i molti servizi che eroga c’è anche la nuova versione del Fascicolo elettronico che la Sanità della Regione Veneto mette a disposizione gratuitamente di tutti i cittadini: Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è lo strumento attraverso il quale ogni cittadino può consultare dati e documenti relativi alla propria storia sanitaria e, se desidera, condividerla con i medici e gli altri professionisti della salute per garantire un servizio più efficace ed efficiente.  La stagione turistica appena trascorsa è stata il banco di prova della struttura: numerosi i cittadini di Pieve che hanno usufruito dei suoi servizi, ai quali si sono sommati anche molti ospiti che hanno trovato la soluzione ai problemi sanitari tipici del Centro Cadore grazie al servizio puntuale e veloce della Casa di Comunità. L’assistenza è stata facilitata dallo sportello di accoglienza che ha sempre indirizzato i servizi all’ambulatorio e all’ufficio corretto. Così è stato risposto  alla necessità  di rispondere ai molti interrogativi per un esame aprofondito della propria salute, senza doversi spostare a Belluno o -peggio- in un’altra regione.   “La struttura”, è di 900 metri, ha spiegato l’ex direttore generale della ULS1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben, costata 1.750.000 euro, è stata realizzata   nell’edificio dell’ex Policonsultorio  e  Tai di Cadore”.  Tutto è iniziato  nel marzo del 2023  finanziato per 1.500.000 euro con fondi PNRR e 250.000 euro con fondi FSR. I lavori si sono  conclusi, come da contratto, nel mese di marzo del 2026.  Il direttore dei lavori è stato l’ingegner Ezio Andreatta,  Il progetto approvato tre anni fa, prevede la ristrutturazione dei locali dell’ ex Policonsultorio di Tai di Cadore, con la realizzazione di un nuovo design, una nuova  grafica e  il rinnovamento   dei locali con nuove opere di finiture interne. Si prevede una riorganizzazione distributiva degli spazi e delle funzioni e la realizzazione di un ascensore capace di collegare i 3 piani della Casa, indispensabile per pazienti e visitatori. Come previsto dal progetto, “ al piano terra,  è stato realizzato il centro informazioni sempre in funzione e la collocazione degli ambulatori di continuità assistenziale con  il servizio di assistenza domiciliare. Al primo piano sono collocati i servizi diagnostici, l’ambulatorio cure primarie, l’assistenza domiciliare integrata, una comoda saletta d’attesa, il locale per l’infermiere di famiglia, le aree di attesa e di servizio. Al piano secondo sono collocati i locali per il consultorio, per l’assistente sociale, per le vaccinazioni, per il medico di igiene pubblica, per il coordinatore e le aree di attesa e di servizio. Al terzo piano trovano spazio gli spogliatoi del personale e il locale per l’area direzionale. “Nel progetto” hanno spiegato gli addetti,  è stata prestata particolare attenzione non solo alla funzionalità degli spazi, ma anche all’umanizzazione degli ambienti, nella scelta di colori e finiture, per renderli accoglienti e ospitali, al fine di poter offrire un’atmosfera rassicurante e confortevole così come un’atmosfera abitativa e lavorativa di qualità. Il tetto e gli impianti igienico sanitari sono stati completamente rifatti. Confortevole  e caldo il riscaldamento che è a gas”. Quindi  nella struttura è previsto anche un medico che risponde alle esigenze della guardia medica.   VITTORE DORO