MUSEO VALLE cerimonia nella sala consigliare di Pieve di Cadore

PIEVE DI CADORE
Una sala consigliare tanto piena da obbligare l’organizzazione a reperire posti supplementari per accogliere gli studiosi di Archeologia e Storia provenienti da tutto il Cadore e dal Veneto attratti dalla grande opportunità di conoscere i segreti dell’Archeologia della Valle del Boite, sinora dimenticati in un baule  e finalmente portati alla luce grazie al lavoro di alcuni studiosi del secolo scorso, tra i quali figurano Serafino De Lorenzo, Giorgio Dal Piaz e Raffaello Battaglia. Presenti all’evento, oltre alla sindaca di Pieve di Cadore Sindi Manushi, il nuovo sindaco di Valle, Franco Del Favero e il direttore del Marc Matteo Da Deppo. Al tavolo  Alessandro Arta, Funzionario Archeologo della Soprintendenza, Nicola Carrara, Conservatore del MNU dell’ Università di Padova ai quali si è aggiunta Elisa Della Longa, autrice della scoperta dei reperti a Padova. Al termine dei saluti delle autorità e l’introduzione del direttore Matteo Da Deppo  la presentazione è stata condotta da Alessandro Arta, Funzionario Archeologo della Soprintendenza, che dopo una breve introduzione ha descritto il progetto  “Valle di Cadore alto-medievale. Storia di una doppia scoperta” elaborato dalla  Magnifica Comunità di Cadore e dall’ Università di Padova  e il  nuovo allestimento del  Museo Marc con i reperti, ritrovati nei primi del Novecento, restituiti al Museo Archeologico che da ieri si chiama anche museo “Valle di Cadore alto-medievale. “Storia di una doppia scoperta”. Alessandro Arta ha spiegato come una storia dimenticata è riaffiorata dai depositi universitari dopo oltre un secolo, restituendo al territorio cadorino un tassello fondamentale del suo passato alto-medievale. Nell ambito di una collaborazione istituzionale tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, la Magnifica Comunità di Cadore e l’Università degli Studi di Padova, i reperti di una necropoli alto-medievale provenienti da Valle di Cadore sono ora  esposti al MARC – Museo Archeologico Cadorino “Enrico De Lotto” di Pieve di Cadore (BL)  in una apposita vetrinetta implementando la sezione dedicata questo periodo. In chiusura ha parlato Nicola Carrara, Conservatore del MNU dell’ Università di Padova che ha inquadrato l’evento nell’ambito delle giornate Europee dell’Archeologia. La storia delle scoperte inizia nei primi del Novecento con il rinvenimento, del tutto fortuito, avvenuto nei pressi del torrente Boite, in Comune di Valle di Cadore. Nel 1911 i materiali vennero consegnati al professor Giorgio Dal Piaz dell’Università di Padova e successivamente studiati dall’archeologo Raffaello Battaglia, che ne curò la pubblicazione scientifica. Da allora, i reperti sono rimasti custoditi nei magazzini del Museo di Antropologia dell’Ateneo patavino, finendo progressivamente nel dimenticatoio. La seconda scoperta è avvenuta esattamente 110 anni dopo, nel 2021. Durante un massiccio lavoro di catalogazione all’ interno dei musei dell’Università di Padova, il lotto cadorino è stato nuovamente identificato. A seguire  appuntamento tutti si sono spostati al MARC per la visita guidata alla nuova sezione. La manifestazione, aperta al pubblico, è organizzata nell’ ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia.
VITTORE DORO