Una preziosa fonte di informazioni di carattere storico sul Santuario arriva da Giuseppe Fontana in appendice di una pubblicazione per le scuole, dedicata a Santuari e conventi, aveva messo dopo San Martino, san Vittore e santa Corona e San Lucano, il Crocifisso di Valcalda confermandone l’importanza. “Sorge, a breve distanza dal centro di Pieve di Cadore, sulla strada nazionale che scende a Tai, una piccola chiesa ove si venera un Crocifisso. E’ questo il Cristo di Valcalda”. “Molti sono coloro che si recano in pellegrinaggio in questa chiesa, specialmente in tempo di quaresima. Nei pressi sorge un modesto convento dei Carmelitani Scalzi, chiamati in Cadore dal Card. Piazza che era dello stesso ordine religioso”. Il sito sias.archivio.beniculturali.it si sofferma sulla Confraternita de Crocefisso di Pieve di Cadore (o Confraternita di Santa Maria dei Battuti di Pieve di Cadore) e precisato che “si inserisce nel solco del movimento dei Flagellanti diffusosi in tutto l’arco alpino durante il medioevo e riunì nella chiesa di Sant’Antonio Abate alcuni fedeli devoti al culto della Madonna e dediti a pratiche di preghiera ed espiazione; dalla Confraternita dipendeva un ospedale sito vicino la chiesa di Cristo di Valcalda e soprannominato ‘Ca’ di Dio’” spiega: “Nel 1540 il ritrovamento di un crocefisso ligneo nei campi di Valcalda indusse i confratelli a dedicare un altare al Crocifisso e, nel 1669, a dedicare un Santuario a questo simbolo della fede, mutando contestualmente il nome dell’associazione di culto in quello di “Confraternita del Crocifisso”. Durante il periodo napoleonico il patrimonio dell’ente venne devoluto al demanio”. Il sito dell’arcidiaconato del Cadore, ricordato che quella del Cristo di Valcalda di Pieve di Cadore “è la prima chiesa eretta nel luogo in onore di S. Antonio Abate e doveva essere antichissima; in seguito al ritrovamento di un Cristo in Valcalda nel 1540 venne chiamata chiesa del Cristo. Ampliata nel 1853, è il santuario maggiormente frequentato del Cadore; è annessa al convento dei padri Carmelitani Scalzi dal 1929”.
Passa a descrivere le opere contenute nel santuario.
IL CROCIFISSO: immagine molto espressiva, in legno, di grandezza naturale, con capelli veri; di autore ignoto; per lavorazione e caratteristiche artistiche varie è databile tra i secoli IX E XII.
IL SANTUARIO: venne edificato in tre tempi:1la parte più antica,di linee ogivali, attualmente presbiterio, risale al ‘300. Il soffitto dell’abside è affrescato con figurazioni dei santi (sec.XVI ). 2 la navata a tre campane, di lineamento gotico, è stata ristrutturata nel ‘600. 3 l’avancorpo del Santuario-pronao di stile neoclassico con un adattamento di giuntura al gotico preesistente, è del ‘800.
L’ALTARE MAGGIORE: (riedificato nel sec. XVI, di scuola tolmezzina) in legno intaccato, laccato e dorato. Statua di Sant’Antonio Abate (sec. XVII, autore ignoto). Statua di Santa Teresa d’Avila, riformatrice dell’Ordine Carmelitano e prima donna dottore della Chiesa Cattolica. Opera di V. Morder di Ortisei (Val Gardena,1942). altare rivolto al popolo: riproduzione de “La deposizione dalla Croce” di Bartolomeo della Porta (1472-1517 ). altare a destra: tele con l’immagine di santa teresa del bambino Gesù e di santa lucia. altare a sinistra: tela con l’immagine della Madonna del Carmine (festa il 16 luglio); porta laterale: a sinistra Santa Lucia, a destra Sant’Agnese: antichi affreschi del sec. XIII ( purtroppo in pessime condizioni). balconata della cantoria: alcuni dei numerosissimi ex-voto per grazie ricevute. frontone esterno: sul pronao neoclassico: affresco rappresentante il miracoloso ritrovamento del Crocifisso nella adiacenza della Valcalda.
VITTORE DORO



