PIEVE DI CADORE
Con un anticipo di due mesi dalla promessa del direttore Generale della ULSS1 Dolomiti, ieri a Pieve di Cadore è stata attivata la sezione cadorina dell’Hospice auspicata da tanti amministratori, con Matteo Toscani in primis: una proposta fatta propria dal Rotary Club Belluno Dolomiti, dai Lyons del Cadore e in parte sovvenzionata con il ricavato della manifestazione “Un Fiore Rosso”, che anche quest’anno ha devoluto il ricavato alla nascita dell’Hospice cadorina. La promessa della nuova struttura assistenziale era stata fatta già due anni fa dallo stesso Direttore Generale Giuseppe Dal Ben, appena chiamato a Belluno per sostituire la direttrice scomparsa improvvisamente Maria Grazia Carraro. La promessa di Dal Ben, era stata confermata anche alla partenza dell’edizione del 2026 del Fiore Rosso. “Per questo motivo, aveva ricordato la presidente della Sezione Donne operate al seno, Benvenuta Celotta “tutto l’incasso di questa giornata che ha visto la vendita di 600 magliette, è stato devoluto alla sezione di “Casa tua 2” che ieri è stata aperta nell’edificio che già ospita il distretto sanitario (al terzo piano della Casa Marmarole) e che sarà un Hospice vero e proprio. Di conseguenza chi avrà bisogno di essere assistito per gravi malattie, si fermerà all’ospedale di Pieve e non dovrà più scendere a Belluno. Intervenendo durante l’inaugurazione, ha ringraziata la direzione della ULSS1, che ha mantenuto la promessa. L’inaugurazione della nuova struttura: quattro camere super attrezzate è avvenuta al terzo piano, dove esiste un bellissimo salone per le conferenze e dove sono saliti autorità e giornalisti e invitati. Alla cerimonia, aperta dalla Sindaca di Pieve Sindi Manushi che non ha perso l’occasione per ricordare gli impegni legati alla gestione della Sanità cadorina e l’impegno molto oneroso che la sua amministrazione è tenuta ad assolvere, ha partecipato anche il nuovo amministratore delegato al quale spetta il compito di amministrare la Società cadorina costituita di recente che è subentrata nella gestione della grande e bella struttura che ospita sia la Casa di Riposo Marmarole, all’interno della quale è ospitato l’Hospice. Conclusi i discorsi tutti sono scesi al piano terra dove si trovano le quattro camere attrezzate e che sono state benedette dall’Arcidiacono del Cadore Diego Soravia . Prima della benedizione il sacerdote richiamandosi a un detto Latino famoso, ha voluto chiarire che una struttura come la Casa Marmarole, non deve essere vista come vicina alla morte, ma fa parte della vita stessa. Durante l’intera cerimonia – era inevitabile- la persona più salutata e ringraziata è stato il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben, che con il 30 giugno termina il suo mandato e la Regione non ha ancora nominato il successore.
Con un anticipo di due mesi dalla promessa del direttore Generale della ULSS1 Dolomiti, ieri a Pieve di Cadore è stata attivata la sezione cadorina dell’Hospice auspicata da tanti amministratori, con Matteo Toscani in primis: una proposta fatta propria dal Rotary Club Belluno Dolomiti, dai Lyons del Cadore e in parte sovvenzionata con il ricavato della manifestazione “Un Fiore Rosso”, che anche quest’anno ha devoluto il ricavato alla nascita dell’Hospice cadorina. La promessa della nuova struttura assistenziale era stata fatta già due anni fa dallo stesso Direttore Generale Giuseppe Dal Ben, appena chiamato a Belluno per sostituire la direttrice scomparsa improvvisamente Maria Grazia Carraro. La promessa di Dal Ben, era stata confermata anche alla partenza dell’edizione del 2026 del Fiore Rosso. “Per questo motivo, aveva ricordato la presidente della Sezione Donne operate al seno, Benvenuta Celotta “tutto l’incasso di questa giornata che ha visto la vendita di 600 magliette, è stato devoluto alla sezione di “Casa tua 2” che ieri è stata aperta nell’edificio che già ospita il distretto sanitario (al terzo piano della Casa Marmarole) e che sarà un Hospice vero e proprio. Di conseguenza chi avrà bisogno di essere assistito per gravi malattie, si fermerà all’ospedale di Pieve e non dovrà più scendere a Belluno. Intervenendo durante l’inaugurazione, ha ringraziata la direzione della ULSS1, che ha mantenuto la promessa. L’inaugurazione della nuova struttura: quattro camere super attrezzate è avvenuta al terzo piano, dove esiste un bellissimo salone per le conferenze e dove sono saliti autorità e giornalisti e invitati. Alla cerimonia, aperta dalla Sindaca di Pieve Sindi Manushi che non ha perso l’occasione per ricordare gli impegni legati alla gestione della Sanità cadorina e l’impegno molto oneroso che la sua amministrazione è tenuta ad assolvere, ha partecipato anche il nuovo amministratore delegato al quale spetta il compito di amministrare la Società cadorina costituita di recente che è subentrata nella gestione della grande e bella struttura che ospita sia la Casa di Riposo Marmarole, all’interno della quale è ospitato l’Hospice. Conclusi i discorsi tutti sono scesi al piano terra dove si trovano le quattro camere attrezzate e che sono state benedette dall’Arcidiacono del Cadore Diego Soravia . Prima della benedizione il sacerdote richiamandosi a un detto Latino famoso, ha voluto chiarire che una struttura come la Casa Marmarole, non deve essere vista come vicina alla morte, ma fa parte della vita stessa. Durante l’intera cerimonia – era inevitabile- la persona più salutata e ringraziata è stato il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben, che con il 30 giugno termina il suo mandato e la Regione non ha ancora nominato il successore.
VITTORE DORO


