Nel paesaggio che circonda Villa La Rotonda, la fioritura dei girasoli apre una nuova stagione dello sguardo. La loro intensa presenza cromatica trova nel candore della villa palladiana un contrappunto netto e luminoso. Simbolo da sempre di fedeltà alla luce, i girasoli rivelano una corrispondenza naturale con La Rotonda: un’architettura orientata secondo i quattro punti cardinali e pensata in rapporto costante con la luce e con il paesaggio.
“In questo incontro tra il campo di girasoli e la villa, la luce unisce natura e architettura in un’unica visione. La fioritura estiva dei girasoli è un segno concreto di attenzione al paesaggio vivente. Il campo non nasce in funzione del raccolto o del profitto, ma per il suo valore ambientale e per la presenza delle api, e sottolinea l’importanza della biodiversità. Ricorda come un luogo storico possa dialogare con pratiche attente alla sostenibilità, alla vitalità del suolo e all’equilibrio dell’ecosistema: dare per ricevere”, dichiara Nicolò Valmarana, proprietario della Villa.
Valmarana aggiunge: “Il verde del boschetto romantico, il viola dei crocchi, il giallo dei narcisi, le rose meravigliose in tutte le sfumature, dal bianco al giallo, dal rosa al rosso, e ora ancora il giallo dei girasoli: boschetto e giardino non sono una semplice cornice, ma una parte essenziale dell’esperienza di visita. Questo è il paesaggio di Villa La Rotonda”.
Il campo di girasoli diventa così un’immagine capace di tenere insieme bellezza, memoria culturale e coscienza ambientale: da un lato l’intensità solare della fioritura, dall’altro l’esattezza luminosa del capolavoro palladiano.
Nelle settimane della fioritura, tra luglio e agosto, questo dialogo tra natura e architettura restituisce ai visitatori un’immagine immediata e insieme stratificata: il giallo dei girasoli e il bianco della Rotonda, la vita degli insetti impollinatori e la precisione delle proporzioni, il tempo breve dell’estate e quello lungo della storia.
La fioritura dei girasoli si inserisce inoltre in una visione del paesaggio che a Villa La Rotonda unisce biodiversità e cultura agricola. Le arnie da cui nasce il miele della Rotonda testimoniano il ruolo degli impollinatori e, allo stesso tempo, la qualità del contesto ambientale. “E’ un insieme a 360 gradi: agricoltura, architettura, ambiente. I campi e le colture di grano vivono in simbiosi con il boschetto romantico ottocentesco restaurato, restituendo valore a un ambiente fatto di alberi, sentieri e varietà vegetali, a coronamento ed esaltazione della villa”, sottolinea Valmarana.
I prodotti dei campi della Rotonda, dal miele Prato Fiorito alle specialità realizzate con farina di grano tenero e semola di grano duro, confermano una filiera che lega la villa alle sue tradizioni.
“Il desiderio- conclude Valmarana- è restituire un’immagine precisa della Rotonda: non solo monumento iconico ma paesaggio produttivo e culturale, in cui biodiversità, agricoltura e qualità del territorio continuano a sostenersi a vicenda. In una stagione sempre più esposta a caldo intenso, stress idrico e alterazioni dei cicli naturali, la cura del paesaggio vivente assume anche il valore di una responsabilità concreta: tutela del suolo, attenzione agli equilibri ecologici e consapevolezza che un patrimonio storico come questo vive anche nella relazione continua tra architettura, ambiente e coltivazione”.
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