Comunicato Stampa
Le Dolomiti Bellunesi dopo le Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Il Distretto Turistico delle Dolomiti Bellunesi ha organizzato presso lo storico Caffè Tiziano di Pieve di Cadore un incontro dei principali attori del settore turistico bellunesi con l’obiettivo di proporre un progetto politico che valorizzi l’incremento del fenomeno turistico nell’intera provincia di Belluno creato dalle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 che hanno avuto le Dolomiti Bellunesi come principali protagoniste.
L’incontro, il primo del suo genere, ha lo scopo di focalizzare i punti di forza e le criticità del territorio per arrivare a un progetto di Habitat turistico in grado di valorizzare l’incredibile impatto che l’evento olimpico ha avuto per l’intero territorio e in particolare per il marchio Dolomiti Bellunesi.
Le Olimpiadi sono state seguite da miliardi di persone in tutto il pianeta, fenomeno unico perché ha unito l’impatto televisivo con quello dei social, che ne hanno moltiplicato gli effetti.
Un primo risultato lo si è riscontrato già questa estate con un significativo incremento dei flussi turistici e in particolare dei flussi turistici internazionali.
Il concetto di Habitat riguarda innanzitutto la qualità della vita dei residenti sul territorio, presidio umano fondamentale oltre che ambasciatori privilegiati della storia e delle tradizioni di un territorio unico quanto originale sull’intero arco alpino italiano.
Le criticità, emerse nell’ incontro, riguardano: i trasporti ferroviari e su gomma, che dovrebbero essere più diffusi e frequenti valle per valle e nei confronti della pianura, con Venezia come inevitabile capolinea soprattutto per chi arriva in aereo dal resto del mondo; le capacità di accoglienza, soprattutto alberghiere, che vanno potenziate sia per numero che per qualità delle strutture stesse; la logistica oltre che la formazione del personale del settore dell’accoglienza e dell’ospitalità.
Chi lavora in montagna, soprattutto in strutture stagionali, ha difficoltà nel trovare alloggi adeguati o possibilità di risiedere in montagna in pianta stabile.
Il fenomeno turistico negli ultimi trent’anni ha assunto dimensioni tali da diventare una vera e propria industria dell’accoglienza e dell’ospitalità in grado di sostituirsi come motore di sviluppo a un settore manifatturiero per molti versi maturo quando non sottoposto a fenomeni di delocalizzazione. L’industria dell’ospitalità sta diventando una valida alternativa per i giovani in cerca di un’occupazione confacente ai loro desideri di vita e alla loro preparazione scolastica e professionale. La montagna sta diventando un Habitat ideale per chi desidera un’alternativa all’affollamento delle città della pianura oltre che uno sfogo turistico per chi fugge dal caldo e dell’afa della pianura.
L’ultima criticità riguarda il fenomeno del cosiddetto over tourism, l’eccesso di turismo, che va disciplinato, organizzato, selezionato. Un fenomeno di sovrabbondanza non va mai stigmatizzato ma semmai affrontato come una splendida opportunità.
Hanno partecipato la Fondazione DMO, il Consorzio Dolomiti Cadore, il Rotary Club Cadore-Cortina, il Lions Club Cadore, la Confcommercio Belluno, il Consorzio turistico Val Comelico, la Val di Zoldo Turismo, Il consorzio Prealpi l’APPIA CNA, il sociologo Diego Cason, l’Executive Chef Stefano Tabacchi, il giornalista specializzato Renato Andreoletti.


