Pizza per la Città  della Speranza – Calalzo di Cadore

4 ottobre La Città  della Speranza

CALALZO DI CADORE

Anche la pizza in favore delle donazioni per la lotta ai tumori pediatrici. Lo ha annunciato Toni il presentatore dell’evento già all’inizio della fase di arrivo della gara. “Il pizzaiolo calaltino che ha un locale a Venezia, oggi ha portato un forno  in Piazzaa 4 novembre ,offre a tutte le persone che amano la pizza di acquistarla e mangiarla o portarsela  a casa. Il costo della pizza che voi pagherete sarà devoluto come donazione alla Città  della Speranza che sta operando in favore  degli studi contro la leucemia”. In effetti,  il forno è stato posizionato  vicino al monumento ai Caduti e sono stati molte le persone che hanno risposto all’appello nelle ore di attesa dei concorrenti. Molti hanno acquistato la pizza, anche se ben pochi sapevano cosa fosse la Città della Speranza.  La Città  della Speranza è una fondazione italiana nata a Padova nel 1994 con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica e la cura delle malattie pediatriche, in particolare quelle oncologiche. È  considerata uno dei più importanti centri italiani dedicati alla ricerca sulle malattie infantili. La fondazione è stata creata grazie all’impegno di volontari, famiglie e imprenditori che hanno deciso di aiutare concretamente i bambini malati e le loro famiglie. Fin dalla sua nascita, ha raccolto fondi per finanziare progetti di ricerca avanzati e per migliorare le strutture ospedaliere. Uno dei suoi principali risultati è stato il sostegno alla costruzione dell’Istituto di Ricerca Pediatrica, una delle p della Speranza opera in stretta collaborazione con l’Azienda Ospedale-Università di Padova e con numerosi istituti di ricerca nazionali e internazionali. Grazie a questa rete, medici e ricercatori possono sviluppare nuove terapie e migliorare le cure per molti bambini. La fondazione finanzia laboratori, attrezzature scientifiche, borse di studio e programmi di formazione per giovani ricercatori. Promuove inoltre campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi in tutto il territorio.  Un aspetto importante della Città della Speranza è il sostegno alle famiglie dei bambini ricoverati, attraverso servizi di accoglienza, assistenza e accompagnamento durante il percorso di cura. Nel corso degli anni migliaia di volontari hanno contribuito alle sue iniziative, dimostrando come la solidarietà  possa trasformarsi in un aiuto concreto per chi soffre. La missione della Città della Speranza è quella di offrire ai bambini malati le migliori possibilità di guarigione attraverso la ricerca scientifica e l’innovazione medica. Oggi rappresenta un simbolo di impegno civile, solidarietà e fiducia nel futuro, dimostrando che investire nella ricerca significa dare speranza a molte famiglie e costruire una società più attenta ai bisogni dei più fragili. Dal 1994 Fondazione Città della Speranza è impegnata nel sostenere la ricerca sulle malattie pediatriche, raccogliendo e investendo oltre 119 milioni di euro in progetti di cura, assistenza e innovazione scientifica. In più di trent’anni ha finanziato oltre 167 progetti e realizzato infrastrutture strategiche come la Torre della Ricerca, inaugurata nel 2012 e progettata dall’architetto Paolo Portoghesi, che oggi ospita l’Istituto di Ricerca Pediatrica di Padova (IRP). Oggi l’IRP conta oltre 200 ricercatrici e ricercatori, a cui si affiancano circa 150 esterni: una comunità scientifica in continua crescita che rende necessario ampliare gli spazi per garantire una ricerca sempre più avanzata ed efficace. La posa della prima pietra della Seconda Torre lo scorso 28 febbraio segna quindi l’avvio di una nuova fase, fondata sulla collaborazione tra pubblico e privato per un obiettivo comune: la salute della persona. Il nome scelto, “L’Orizzonte della Ricerca”, esprime il senso profondo di questo percorso: se la prima Torre rappresentava l’ambizione di elevarsi per individuare con chiarezza la direzione da seguire, oggi quell’orizzonte non è più da cercare, ma da raggiungere. La nuova costruzione incarna così il compimento di un sogno e la volontà di trasformare sempre più rapidamente la ricerca in cura concreta, offrendo nuove prospettive di speranza ai bambini e alle loro famiglie. VITTORE DORO