Tra Poesia, Musica e Pittura
Un concerto rinascimentale nel 450° anniversario della morte del Maestro di Cadore si terrà Domenica 16 Agosto 2026 alle ore 21 nell’ Auditorium Cos.Mo – di Pieve di Cadore, in Borgata Arsenale.
E’ organizzato nell’ambito delle solenni celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Tiziano Vecellio, dalla Magnifica Comunità di Cadore, in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Tiziano Vecellio e Cadore e il Comune di Pieve.
Il concerto-evento “Cantare alla Viola dal titolo “Omaggio a Tiziano”. All’alba del Rinascimento si fa largo una nuova sensibilità, che dà finalmente spazio all’Io del poeta-musico-artista.
La spinta all’emergere della propria interiorità è favorita dalla cantabilissima lingua italiana, che tra il Quattro e il Cinquecento raggiunge piena maturità espressiva, e in contesto musicale fa leva anche sull’uso di strumenti in grado di competere con la voce cantante, in particolare la viola, a braccio oppure a gamba.
Quest’ultimo, strumento ad arco di importazione spagnola, ha una fonica spiccatamente armonica, il che significa, quanto al suono, spessore, pastosità, profondità.
Cantare alla viola ben si presta sia a intonare versi di carattere amoroso, epico, leggendario, narrativo, improvvisando armonie e passaggi per sottolineare i contenuti e gli stati d’animo insiti nel testo, siano frottole o madrigali, nel suonare una parte e cantarne un’altra, spesso in ensemble. Tale modo di fare musica, assai apprezzato al tempo di Tiziano, che in diverse opere raffigura scene musicali con strumenti diversi del suo tempo, permise certo di condividere momenti ludici e creativi ma anche di riprendere a modello Orfeo che, mitico semi-dio greco, durante il Rinascimento tornò a simboleggiare la musicalità connaturata alla creatura umana.
La figura fu davvero avvincente, in particolare grazie alle specifiche caratteristiche della viola; e lo fu a tal punto che permise ai poeti e musici del tempo di aprire il cuore nell’esprimere attese, speranze e disillusioni, amori e passioni, su un fondale che talora sa di melanconia talaltra di gioco, altre volte ancora di sofferta amara solitudine.
In ogni caso, musica, poesia e immagini specchio dell’animo umano. Il programma è eseguito con strumenti pregevoli copie costruite secondo i criteri in uso nel Rinascimento.
VITTORE DORO

